Il Ministro Delrio a Catania oggi dichiara: “Dobbiamo recuperare un gap di decine di anni“. (fonte Ansa)
Io aggiungo: “Si, ma se li recuperiamo in trenta di anni non risolviamo tanto“.

Altro proclama “Ricordo spesso che abbiamo oltre 4 miliardi e 300 milioni già stanziati per l’alta velocità in Sicilia” ma aggiunge “Se mi chiedono se potranno prenderla il prossimo anno, la mia risposta é no perché dobbiamo dire la verità ma siamo impegnati ad aprire al più presto i cantieri“.

Grazie per l’onestà ma nel frattempo nel Regno delle due Sicilie (letteralmente visto che attualmente è spezzata in due) viviamo una situazione di disagio costante che sta penalizzando non solo a livello economico ma anche sociale gli abitanti dell’isola.

Al caro ministro Delrio, che forse in fondo un po’ mi piace, una visione d’insieme non farebbe male.

Strade e Autostrade.
Governo nazionale e regionale non sono riusciti a rispondere ad un reale “stato di emergenza” per la mobilità sull’asse PA-CT.  Adesso “promettono” reazioni veloci e Delrio garantisce che entro inizio agosto consegneranno la bretella. Il problema comunque non si risolve nella sua interezza. La bretella è un tampone, a noi serve l’autostrada CT-PA che comunque è pericolosa nella sua totalità, così come lo sono molte strade statali super trafficate come la Catania-Gela, la Agrigento-Palermo o la Agrigento-Trapani. Forse un’alternativa al traffico gommato potrebbe ridurre il numero di morti.

Ferrovie.
Sulla tratta ferroviaria Delrio aggiunge “Abbiamo potenziato con la Regione il servizio ferroviario“. Vero, peccato che le infrastrutture siano talmente vecchie da subire il disallineamento dei binari nelle giornate più calde. Quindi treni fermi e gente costretta ad aspettare oltre 4 ore per tornare a casa (fonte GdS)
Abbiamo bisogno “ieri” di una rete ferroviaria decente. Ci sono stati tolti i treni a lunga percorrenza (fonte GdS). Oggi, un siciliano non può più raggiungere il nord in treno ma deve scendere a Messina, traghettare a piedi e poi ripartire da Reggio Calabria. Lo stesso vale per la tratta inversa. Un calvario vissuto anche da tutte le persone anziane e/o non in perfette condizioni fisiche che non possono viaggiare in aereo per motivi di salute o dai turisti (con le loro valigie ed i loro bambini) che sono più a Sud di Napoli (ultima tratta utile in aereo).

Aerei.
La mancanza di alternative si traduce in una fluttuazione incontrollata dei costi per chi viaggia in aereo. Al primo accenno di disagio,  basti pensare all’esposto di Bianco all’Enac dello scorso maggio a seguito dell’incendio a Fiumicino (fonte Meridionews), i prezzi schizzano a livelli stellari e chi non può rimane a casa. Se a questo aggiungiamo altre furbate delle compagnie aeree il disagio diventa dramma (Carnet di voli non spendibili da e per la Sicilia nel mese di agosto).

E non me la sento di approfondire su quanto tutto questo sia penalizzante tutto questo per chi, come me, si ostina a fare impresa in Sicilia. Lascio spazio alla vostra immaginazione.

In conclusione mentre Renzi salva la Grecia e Crocetta è concentrato a difendere la sua posizione personale e politica la carretta del mare chiamata Sicilia va alla deriva. 

Ma il teatrino non si ferma qui.

Nel frattempo l’opposizione del M5S con il suo attivismo sociopolitico giusto oggi (e vedi che tempismo!) promette l’inaugurazione della sua bretella entro una settimana. Una bretella che è stata bocciata dal commissario nominato dal Governo perché pericolosa (fonte Meridionews) a causa della pendenza media del 15% con picchi del 25% su pavimentazione fatta di un conglomerato di filler, sabbia e pietrisco. Ma loro (probabilmente) urlano al complotto e vanno avanti. Vista la pericolosità (in parte riconosciuta anche dal M5S) il traffico non è consentito ai mezzi pensanti e a due ruote ed inoltre la velocità massima consentita è 20km/h. Il mio tachimetro segna 20km/h quando l’auto è posteggiata ma considerando che si tratta solo di 1,5km penso che la cosa sia accettabile.

Il progetto è costato 360mila euro, di cui 300mila sono stati finanziati dal taglio degli stipendi da parte dei deputati regionali del Movimento cinque stelle. Gli altri 60mila vanno trovati attraverso donazioni. «Finora ne abbiamo raccolti 5mila – precisa Giannopolo – ma altri 15mila arriveranno dalle sponsorizzazioni di Mediolanum, Enel green power e alcune banche del credito cooperativo, il Comune metterà altri 5mila euro” (fonte Meridionews)

Una piccola nota stonata: Mediolanum che sponsorizza un’operazione del M5S mi fa proprio sorridere. Non invidio colui che avrà dato la notizia al cavaliere e alla sua quota forzata < 10% della banca da lui stesso fondata.

Un’operazione lodevole quella dei pentastellati sulla quale però rimangono molti dubbi personali.

Il primo è di tipo romantico: per un amante della Sicilia come me, ricoprire di simil-calcestruzzo una regia trazzera è un delitto. Andrebbero recuperate perché raccontano una storia antica. Considerate che la definizione di Regia Trazzera (intesa come caratteristiche di una trazzera per essere regia) risale ai tempi dell’imperatore Federico. (Per chi volesse approfondire)

La seconda è più pratica: una strada con una pendenza del 25% in agosto ed in condizioni di traffico sostenuto non è potenzialmente pericolosa è da evitare come la peste. Pensate al buon odore misto di frizione bruciata e gas di scarico che sentirete entrare dai vostri finestrini in caso di code nelle ore di punta (pare ci saranno almeno due semafori). Ma queste sono supposizioni personali fatte da uno che in più odia le salite.

Per concludere, secondo i due cronogrammi, la prima settimana di agosto i siciliani potrebbero avere ben due alternative al viadotto Himera. Se Delrio dovesse mantenere la promessa sarebbe una bella sberla ai 360000 euro spesi quasi inutilmente dal movimento.

In tutta questa battaglia pseudopolitica di attivismo, di promesse e di false partenze. L’unica certezza è che la Regia Trazzera dei grillini sia la metafora che rappresenta in pieno lo stato della mobilità in Sicilia. Una lunga salita, provvisoria e pericolosa, con qualche stop qua e la che alla fine ci porterà dove eravamo prima: sulla vecchia e pericolante autostrada PA-CT.